PAC SUD: i distretti socio sanitari dovranno anticipare le somme del progetto. Si può fare?

PAC SUD: i distretti socio sanitari dovranno anticipare le somme del progetto. Si può fare?

14/10/2014 - (L'Opinione)

Diversi mesi fa, quando si è conclusa la fase progettuale dei piani PAC e i Distretti socio sanitari hanno provveduto ad inviare tutto al Ministero, pensavamo di aver superato, nel bene e nel male, la gran parte dei problemi e che tutto era ormai definito. Evidentemente ci sbagliavamo.
Certo che la natura sperimentale del PAC e delle stesse procedure, non hanno aiutato ne gli enti locali ne gli attori del privato sociale. A tutt’oggi alcune domande rimangono senza risposta ed a queste se ne sono aggiunte altre.
In particolare emerge che ogni DSS riceverà il 5% dell’importo complessivo del progetto approvato e solo dopo aver speso, anticipando propri denari si vedrà riconosciuto lo stato d’avanzamento dei lavori. Ma i Distretti, alias i Comuni sono in condizione di anticipare somme ragguardevoli? La risposta ovviamente è no e questa condizione, che non si capisce perché sussiste, rischia seriamente di convincere qualche territorio a desistere e quindi a rinunciare somme fondamentali per i servizi alla persona.
Anche noi, come altre Organizzazioni, siamo convinti che, per quanto la strada sia faticosa e costosa, non è possibile rinunciare perché il rifiuto significherebbe automaticamente non beneficiare dei prossimi riparti. E allora come fare? Forse la soluzione sarà quella di chiedere aiuto alle banche, ogni comune per la quota di competenza, ovviamente caricandosi dell’onere del costo del denaro.
Nella situazione difficilissima dei comuni, iò si tradurrà in una contrazione, nei fatti, del finanziamento e quindi meno servizi per i cittadini deboli. Chi ci guadagna, come sempre sono le banche.

 

 

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